Dal 2027 stop al bollo per le auto di piccola e media potenza e per i motocicli. Una misura che interessa oltre il 70 per cento delle vetture in circolazione e che il Governo punta a rendere strutturale. È una delle novità annunciate dal Consiglio dei ministri del 16 settembre, nell’ambito del provvedimento che interviene anche sul caro carburanti.
L’esenzione riguarda le autovetture con potenza non superiore a 80 kW, circa 109 cavalli, alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione. Il beneficio sarà riconosciuto per un solo veicolo per ciascuna persona. Sono inoltre interessati i motocicli, anche in questo caso con l’esenzione riferita a un solo mezzo.
Secondo le stime riportate dopo il via libera del Governo, il provvedimento coinvolgerà complessivamente circa 14,5 milioni di veicoli. Per compensare le minori entrate delle Regioni, lo Stato prevede un trasferimento di circa 2,3 miliardi di euro nel 2027.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato l’intervento come un ulteriore passo nella riduzione della pressione fiscale, sottolineando che l’obiettivo è rendere strutturale l’esenzione attraverso la prossima legge di bilancio.
Sul provvedimento interviene anche l’eurodeputato di Forza Italia e vicecapo delegazione del PPE a Bruxelles Marco Falcone, già assessore regionale all’Economia in Sicilia, che rivendica il percorso avviato dal centrodestra anche a livello regionale.
«L’abolizione del bollo auto è una scelta storica del Governo Meloni, che mantiene un impegno assunto dalla coalizione di centrodestra davanti agli italiani. Ciò si tradurrà in meno tasse e meno costi per i cittadini, a partire da una delle tasse più famigerate. In Sicilia, già nel 2023, avevamo aperto questa strada: durante il mio mandato da assessore regionale all’Economia, riducemmo il bollo per tutti e affiancammo a questa misura anche lo “Straccia bollo”, cancellando cioè sanzioni e interessi per coloro che volevano mettersi in regola con gli arretrati», afferma Falcone.
In Sicilia, nel 2024, la Regione introdusse effettivamente una riduzione del 10 per cento del bollo per i proprietari in regola, alla quale poteva aggiungersi un ulteriore 10 per cento per chi sceglieva la domiciliazione bancaria. Fu inoltre prorogata la misura dello “Straccia bollo”, che consentiva di regolarizzare gli arretrati senza sanzioni e interessi.
«Quella misura – aggiunge Falcone – portò subito, da un lato, all’aumento del gettito e al recupero di risorse per l’erario, ma dall’altro alleggerì il carico per migliaia di famiglie siciliane. Oggi il Governo nazionale conferma che ridurre la pressione fiscale è una priorità del centrodestra che viene concretamente attuata».
Il nuovo intervento nazionale segna dunque un salto di scala rispetto alle precedenti agevolazioni: non uno sconto sul tributo, ma l’esenzione per una vasta platea di proprietari. La misura, al momento prevista per i versamenti con scadenza nel 2027, dovrà essere resa strutturale attraverso i successivi provvedimenti di bilancio, secondo quanto annunciato dal Governo.
